28 giugno 2016

Tanzania | Il Cratere del Ngorongoro

Un luogo incantato, che merita di essere visitato, dove regna in assoluto pace, tranquillità e un surreale silenzio, è il Cratere del Ngorongoro, in Tanzania. E' stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO...


Il cratere vulcanico di Ngorongoro è in realtà una caldera vuota e intatta formatasi milioni di anni
fa in seguito al crollo di un vulcano. Il cratere è considerato una delle meraviglie naturali del mondo, sia per la sua bellezza, sia per l’incredibile concentrazione di animali che vi abitano. Le pareti, ripide e minacciose, solcate dalle forze della natura che le hanno create, si ergono fino a 600 metri dalla piana.




Il cratere si trova nella pianura di Serengeti, in Tanzania, a nord-ovest della città di Arusha ed a est del Parco del Serengeti. L’area attorno costituisce la Riserva Naturale di Ngorongoro dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Questo anfiteatro naturale, è lungo 20 km e grazie alla sua conformazione e alla varietà di habitat, rappresenta un rifugio sicuro per oltre 25.000 animali come zebre e gazzelle che al cambio di stagione migrano da una parte all’altra del cratere.

Numerosi sono anche elefanti, bufali, ippopotami e leoni, e Ngorongoro è probabilmente il miglior posto al mondo dove vedere il raro rinoceronte nero, l’animale più pericoloso dell’Africa. In origine abitata soltanto dai Dorobo, i cacciatori-raccoglitori, la regione divenne in seguito la dimora di pastori, tra cui i Barbaig e poi i Masai dai mantelli rossi che si muovevano liberi in questi enormi spazi naturali.



L’ingresso a est da Lodare Gate, porta su una strada che si inerpica attraverso la foresta di Oledani, punteggiata di alberi enormi e da liane, per poi aprirsi sul magnifico scenario del cratere. Arroccato 2200 metri sopra il livello del mare si trova un tappeto verde e giallo striato di ombre e bagnato da una leggera nebbiolina. La zona più interna del paesaggio è occupata dalla savana, che a tratti lascia spazio a paludi, macchie di alberi di acacia e zone aride semi desertiche. Al centro è situato il lago Magadi, uno specchio d’acqua che per tutto l’anno mantiene in vita quest’oasi naturale davvero spettacolare.

Spesso, intorno al lago, si radunano una moltitudine di fenicotteri che qui costituiscono una delle colonie più numerose di tutto il continente africano. E’ inevitabile fare il confronto con il giardino dell’Eden, infatti la presenza di cosi tanti animali, rende il cratere un paradiso per predatori: chi ama i safari non potrebbe chiedere di più. Il silenzio del vuoto del cratere è rotto dal passaggio di branchi di zebre e gnu, sciacalli, iene, babbuini e ippopotami.





Sugli alberi delle foresta pluviale che ricopre i pendii della caldera, vivono i leopardi e nidificano innumerevoli specie di uccelli. Non mancano struzzi e aquile che si nutrono delle alghe dei laghi salati e degli stagni che si formano durante le abbondanti piogge. A ovest, il paesaggio ondulato del Ngorongoro cede il passo alle vaste pianure di Salei, palcoscenico della transumanza del Serengeti che si svolge ogni anno tra Dicembre ed Aprile. Durante la stagione secca, le pianure sembrano deserte, ma osservandole con il binocolo si scorge qualche segno di vita.

Ai margini della pianura il terreno si spacca per lasciar spazio alla Olduvai Gorge, la gola dove sono stati rinvenuti resti di ominidi risalenti a milioni di anni fa. I sentieri sul margine settentrionale sono ripidissimi e richiedono un veicolo adatto e uno staff composto di guide esperte. Il percorso sul margine meridionale è molto meno scosceso e consente un accesso più veloce e sicuro al fondo del cratere. Non c’è da stupirsi se ci si imbatte nei guerrieri masai che conducono qui le mandrie di animali. Se vi chiedete perché introducano bovini proprio nel territorio dei leoni è perché quest’ultimi hanno paura dei masai e si dileguano appena li vedono arrivare.




... il viaggio di African Explorer