28 aprile 2011

Il musical sulla Nigeria: FELA!

Da Broadway a Laos passando da Londra, il musical sul padre nigeriano dell’AfroBeat Fela Kuti, arriva finalmente a casa: è il grande approdo e il test finale per un musical che narra la biografia in musica del grande edonista e musicista che proprio a Laos ha iniziato la sua carriera, fondato la sua comunità e il suo nightclub.

Dalle sue radici nella vicina città di Abeokuta, alle sue critiche di fuoco ai governanti militari della Nigeria negli anni 1970 e 1980, il popolo di Lagos conosce la storia di Kuti a memoria. Quattordici anni dopo la sua morte, le sue canzoni ancora suonano da ogni angolo, da ogni radio.

Tra jazz, funk e ritmi africani tradizionali, lo spettacolo mette in mostra moltissimo della Nigeria di oggi e la sua prima a Lagos ha riscosso un successo enorme, grazie anche al massiccio afflusso di pubblico nella città, capitale del più popoloso paese africano.

Una pausa d’intrattenimento e divertimento per dimenticare lo stato politico in cui versa la Nigeria, di recente uscita dalle elezioni governative, non senza violenti scontri, che hanno visto salire al potere nuovamente Goodluck Jonathan, rappresentante People's Democratic Party (PDP), non certo nuovo a pesanti accuse e condanne di corruzione, frode e furto di denaro pubblico.



Proverbio africano

Abbondanza di parole non significa potenza. (Liberia)

22 aprile 2011

Ebo Taylor, AfroBeat dal Ghana

ebo-taylor-love-and-deathIn Italia, è poco conosciuto. I programmi radiofonici, anche quelli di nicchia o specializzati in musica africana, purtroppo non trasmettono le sue canzoni; eppure, Ebo Taylor è uno dei più importanti artisti ghanesi. Poco più che settantenne, continua a far parlare di sé in Africa e all’estero grazie al recente album intitolato Love and death, primo suo progetto discografico di respiro internazionale. È stato infatti prodotto dalla rinata etichetta britannica Strut Records, che ha voluto riprendere il sound highlife, di cui Taylor è da sempre uno dei massimi esponenti.

I suoi primi successi risalgono agli anni ’50 e ’60, un periodo di grande fermento culturale in Ghana, grazie alla ritrovata indipendenza del Paese e ai nuovi progetti di risveglio sociale promossi dal grande leader politico Kwame Nkrumah. Collaborando con gruppi ambasciatori del nuovo fermento artistico, come gli Stargazers e la Broadway Dance Band, Ebo Taylor riuscì a imporsi al grande pubblico africano, per le sue doti di chitarrista e di prolifico compositore.

Gli anni Sessanta sono stati una fase di apertura a livello culturale, tanto che Taylor nel ’62 decise di trasferirsi a Londra per poter apprendere nuove conoscenze musicali. «Insieme alla Black Star Highlife Band sono stato sostenuto, insieme ad altri studenti, dal governo ghanese a varcare i confini africani», ricorda Taylor. «Noi giovai artisti di quell’epoca cercavamo di incorporare il jazz al nostro stile highlife. Apprendevamo dalle conversazioni e dalle jam sessions, per poter sviluppare le nostre capacità e idee».

Ritornato in terra ghanese, la popolarità di Taylor aumentò in modo esponenziale, collaborando con l’etichetta Essiebons e con altri musicisti, suoi connazionali, tra cui C.K. Mann e Pat Thomas. Anche gli anni Settanta e Ottanta furono per lui altamente fecondi; registrò diversi lavori come solista, nei quali esplorò una fusione molto originale di vari generi, incorporando jazz, soul, funk, afrobeat con il sound tradizionale del Ghana.

La rinascita artistica
Da quegli straordinari successi, sono passati ben trent’anni. Ebo Taylor e la sua musica parlano un linguaggio sorprendentemente moderno, intriso di forza e di messaggi sociali contro le ingiustizie. Love and Death, primo album uscito sul mercato europeo (distribuito in Italia dalla Kizmaiaz), è sospeso tra passato e presente. Accanto ai classici di Taylor, da lui rivisitati in chiave moderna, come “Victory” e il brano omonimo all’album, si ritrovano nuove composizioni, ispirate alla sua terra. Fra le più toccanti vi è “Kwame”, che celebra il presidente Nkrumah, colui che ha gettato le basi politiche per l’indipendenza del Ghana.

“Per questo nuovo disco, volevo riportare in auge la musica afrobeat. Fela Kuti ne fu il principale portavoce e noi abbiamo il dovere di non dimenticarlo. Abbiamo il compito di mantenere vivo questo genere”, ha dichiarato Taylor all’uscita di Love and death. Un lavoro a cui hanno partecipato altri grandi nomi della scena afrobeat: il collettivo Marijata, composto dai ghanesi Kofi “Electric” Addison, Bob Fischian e Nat Osmanu, e la band Kabu Kabu, che ha avuto ottimi giudizi dalla critica per il progetto 4th Dimension realizzato con il finlandese Jimi Tenor.
 
 
 
Ebo Taylor suonerà all'Hiroshima Mon Amour di Torino il 28 maggio 2011 (info: afrobeatorino.com)
 
Fonte: missioni-africane.org

19 aprile 2011

MAASAI DREAM

Dalle verdi colline d'Africa celebrate da Hemingway alle piste di Pontedilegno-Tonale. L'inedita esperienza di un gruppo di bimbi africani aiutati da una Fondazione nata dall'incontro tra un bresciano e una comunità Maasai. Gli otto bimbi sono originari del Kenya, arrivano dal Kuku Group Ranch, una riserva alle falde del Kilimanjaro: per una settimana hanno avuto la possibilità di vivere la loro prima settimana bianca nel comprensorio Adamello Ski. I piccoli frequentano la quarta elementare di una scuola gestita dalla Maasai Wilderness Conservation Trust, un'associazione dal cuore italiano che offre alla comunità locale servizi di istruzione, sanità e tutela ambientale: la Fondazione è stata avviata 11 anni fa da un bresciano, Luca Belpietro, destinato inizialmente a una carriera nel mondo della finanza, salvo poi ritrovarsi nell'Africa più selvaggia per inseguire i suoi sogni di bambino.


Fonte: mondointasca.org

14 aprile 2011

THARAKAHOSPITAL - Anche in Kenya le famiglie hanno diritto all'assicurazione sanitaria

Il Governo Keniota e la Cooperazione Italiana in Kenya sono promotori di una intensa campagna assicurativa per far fronte ai bisogni di assistenza sanitaria della popolazione. Da quest'anno, infatti, il governo del Kenya ha esteso la copertura dell'assicurazione sanitaria per le famiglie (NHIF), includendo, oltre ai ricoveri, anche le visite ambulatoriali. A fronte di un rateo annuo che ammonta ora a 3.600 KShs (ovvero 300 kshs al mese, che rappresenta il contributo per la categoria "indigents (voluntary)" appositamente introdotta dal governo per i contribuenti meno abbienti), cioe' ca. 36 €, un'intera famiglia può assicurare i propri membri per far fronte alle spese mediche, sia per gli eventuali ricoveri sia per le semplici visite ambulatoriali.

L'associazione "Un ospedale per Tharaka" promuove l’estensione della copertura assicurativa sanitaria nazionale NHIF al maggior numero di famiglie povere per consentire loro l’accessibilità alle strutture sanitarie accreditate e migliorare la gestione finanziaria dell’Ospedale St.Orsola al fine di offrire un migliore livello qualitativo dei servizi.
Il tasso di indigenza delle famiglie dl Tharaka supera il 60%, pertanto le famiglie povere sono oltre 2.500. Queste non sono in grado di sostenere l’elevato costo tariffario dei ricoveri applicato dagli ospedali pubblici e privati, come il St. Orsola, che pur offre in assoluto le tariffe minori. Sebbene il tariffario del St.Orsola Hospital sia il più basso dell'intera regione, infatti, attualmente solo il 30% dei pazienti è in grado di far fronte alle spese mediche. Spesso i conti rimangono insoluti, altre volte i pazienti pagano con quello che hanno: capre, legumi, piccole somme. La differenza è coperta solo in parte dall'attuale sistema di donazioni.
Con l'NHIF sarà possibile, con soli 36 €, stipulare un'assicurazione di un anno per un'intera famiglia, dandole accesso all' assistenza medica in un qualsiasi ospedale accreditato del Kenya, come appunto il St. Orsola Hospital. Inoltre, grazie alle tariffe nazionali unificate il St.Orsola potra' coprire anche altri costi di gestione garantendo un servizio continuo, omogeneo e auto-sostenuto in loco. Il premio assicurativo richiesto di ca 36 € annuali per ciascun capofamiglia, infatti, è in grado di garantire rimborsi che non solo danno gratuiticità ai ricoveri ma che, per ca il 50%, concorrono a finanziare la spesa corrente dell’ospedale.

Ci proponiamo, quindi, di farci carico di assicurare almeno 2.500 famiglie indigenti nei prossimi 2 anni e ci attendiamo di:
• aiutare la popolazione locale a collocarsi nella rete previdenziale
• aumentare il numero dei ricoveri ospedalieri con conseguente miglioramento delle entrate finanziarie del St. Orsola
• allocare nuove risorse nella qualità dell’assistenza ospedaliera

Assicurare una famiglia significa quindi aiutarla ad inserirsi in un sistema di previdenza sociale altrimenti ancora troppo lontano per la gente del Tharaka e allo stesso tempo garantire al St.Orsola una maggiore stabilità economica in vista di progetti futuri.

Chiunque volesse contribuire, può utilizzare il conto corrente dell'associazione , specificando la causale NHIF oppure contattare direttamente l'associazione
tharakahospital@virgilio.it per maggiori informazioni.


Il Tharaka Hospital è una struttura ospedaliera dotata di reparto pediatria, completo di neonatologia, Medicina Generale e Chirurgia per adulti, Maternità, Ambulatori per i pazienti esterni; sono presenti due sale operatorie, con sterilizzazione centrale e area scrub-up, una sala travaglio/parto, due laboratori, servizi di raggi X ed ecografia, triage.
Offre assitenza medica alla popolazione di un'area estremamente povera del kenya e sorge oggi (dal 2004) dove prima c'era il nulla.
L'Associazione ONLUS Un ospedale per Tharaka, si occupa oggi di sostenere dall'Italia la struttura www.tharakahospital.org






METROPOLI

Sul nr.2 Marzo-aprile della rivista Africa, il reportage METROPOLI sulla crescita esponenziale delle città africane: l'urbanizzazione selvaggia delle 10 più grandi giungle di cemento dell'Africa.
Si legge sulla rivista in formato PDF dal sito www.missionariafrica.org

12 aprile 2011

Guarda gli ultimi leoni e fa la differenza

Ambientato nel delta dell'Okawango in Botswana, il film prodotto da National Geographic, racconta della determinazione di una leonessa nel proteggere i propri cuccioli dai pericoli della savana.
La saga di 'The Last Lions' rivela allo spettatore la realtà ancora poco conosciuta della lenta ma graduale estinzione negli ultimi 50 anni, dei leoni della savana: la popolazione dello splendido felino infatti, ha conosciuto una diminuzione da 450.000 a 20.000 esemplari.



Ecco il trailer del docufilm 'The last lions' di Jeremy Irons.
Per ogni visualizzazione del trailer il National Geographic devolverà 10$ per la protezione dei grandi felini in Botswana!
Diffondete la voce...

05 aprile 2011

Senegal: l’agroalimentare di origine controllata

A lungo snobbati dai senegalesi, i prodotti locali crescono oggi invece di popolarità e piano piano si stanno guadagnando anche i mercati d’esportazione.


Marmellata di mango, sciroppo di ibisco, crema a base di karité o miele di Casamance... A Dakar, sotto la bandiera di differenti brand, prendono sempre più piede prodotti locali, resi accessibili in vista di una spinta decisiva allo sviluppo locale, grazie a un’iniziativa di Oxfam Inghilterra, che ha voluto risvegliare ‘l’orgoglio di consumatore locale’ nella popolazione. Nel 2010, per il loro primo anno di attività, i due negozi della capitale – La Maison du consommer sénégalais e Panale - hanno raggiunto un fatturato di 23 milioni di franchi CFA (35.000 euro).

Stesso successo ma su una scala diversa, Exoticfruits Zena, che ha dichiarato un fatturato di 250 milioni di franchi CFA. "Dieci anni fa, i consumatori erano convinti che i prodotti importati fossero necessariamente di qualità superiore rispetto ai prodotti locali", ha detto Randa Filfili, manager di Zena Exoticfruits. Oggi, il "Made in Senegal" è diventato una leva per il marketing. "Nel tardo 1980, le aziende a livello locale vendevano solo ridotte quantità di marmellata. Oggi, le esportazioni verso l'Europa e gli Stati Uniti di una serie di prodotti a base di frutta del Senegal e dell'Africa occidentale sono aumentate. Cavalcando quest’onda, Canning Dakar (Condak), specializzata nella lavorazione di piatti di pesce e di cucina locale, lancerà il prossimo anno le conserve di prodottio vegetali del Senegal (melanzana, peperone ...).

Il rinnovato interesse dei consumatori nei prodotti locali provenienti dall’Africa occidentale ha anche motivazioni economiche. "I prodotti agricoli importati stanno diventando più costosi, le persone sono costrette a ‘ripiegare’ su prodotti locali", spiega Ibrahima Diouf, del Ministero delle Miniere, Industria, Agro-industria e delle PMI. La crescita di queste imprese è cruciale anche per il circa 60% della popolazione senegalese - secondo il Fondo monetario internazionale - che trae il proprio reddito da attività agricole.

Fonte: jeuneafrique.com

04 aprile 2011

AMICI DEI PADRI BIANCHI – Da 150 anni al servizio della missione e della Chiesa africana

ADPD Onlus, la onlus Amici dei Padri Bianchi, mira principalmente alla promozione di attività di beneficenza e di solidarietà verso le popolazioni bisognose, sia nazionali che estere dove operano i Padri Bianchi.


Promovendo la rivista AFRICA vuole sensibilizzare l’opinione pubblica ai problemi connessi al disagio economico e culturale dei Paesi del continente africano.

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ADPB - AMICI DEI PADRI BIANCHI - ONLUS
VIALE M. MERISIO, 17 - C.P. 61 - 24047 TREVIGLIO (BG)
tel. 0363 41010 - fax 0363 4819
africa@padribianchi.it - www.missionaridafrica.org

01 aprile 2011

WORLD TOURISM ORGANIZATION E BANESTO FOUNDATION INSIEME PER SUPPORTARE PROGETTI D’IMPRENDITORIA TURISTICA FEMMINILE IN ETIOPIA, MOZAMBICO E TANZANIA

WTO diffonde la notizia attraverso la newsletter. Ecco qui sotto nella versione inglese originale, la comunicazione diffusa di recente.


World Tourism Organization and Banesto Foundation collaborate on sustainable tourism projects for poverty elimination in Africa

The Secretary-General of the World Tourism Organization, Taleb Rifai, and the President of the Banesto Foundation, Antonio Basagoiti, today presented the cooperation agreement signed by the two organizations, at UNWTO Headquarters in Madrid.
The World Tourism Organization (UNWTO) and the Banesto Foundation have presented a cooperation agreement aimed at identifying, providing technical support to and financing tourism business projects in Ethiopia, Mozambique and Tanzania. Although activities will be carried out initially in these three countries, the agreement may be extended to others in Africa and to Latin America in the future.
The agreement, presented by UNWTO Secretary-General, Taleb Rifai, and Banesto Foundation President, Antonio Basagoiti, sets the basis for the identification, evaluation, and technical and financial support of projects undertaken preferably by women, associations or cooperatives— with special emphasis on the leadership role of women — and communities in the tourism sector. Project selection will be carried out jointly taking into consideration, among other aspects, economic viability, potential impact on the local economy, the promotion and employment of women, solidarity aspects and environmental sustainability.

The allocation of funds as well as guidance and technical assistance, is to be carried out through UNWTO collaborating organizations in the beneficiary countries. Funding will be provided in the form of subsidies or micro credits with the support of local organizations.

Resources will come from the Banesto Foundation or from third-party contributions, as a result of agreements with collaborating organizations, from fund raising activities, or from individual contributions made online through the Banesto Foundation’s web initiative, “Sustainable and Responsible Tourism”. All projects will become part of the sustainable and responsible tourism network promoted by the Banesto Foundation in Africa and Latin America.

At the presentation held today, Taleb Rifai and Antonio Basagoiti both highlighted tourism's potential as an engine for the economic and social development of least developed countries and underlined the importance of access to financing and technical assistance for small enterprises in the tourism sector, as well as the special significance and importance of women in tourism, a growing sector in Africa and Latin America.



Note for Editors:

Banesto Foundation’s Sustainable and Responsible Tourism Initiative

Born under the auspices of the 1st Spain-Africa Meeting of ‘Women for a Better World’, held in Maputo, Mozambique, in March 2006, ‘Sustainable and Responsible Tourism’ is an initiative promoted by the Banesto Foundation aimed at contributing to the development of the African continent by supporting women entrepreneurs and their local communities through tourism.

The initiative provides training and technical assistance for women entrepreneurs and supports the promotion and marketing of new tourism destinations, the progressive introduction of technologies and the financing of business projects, preferably undertaken by women, which can generate wealth and sustainable employment in the region.

The ‘Sustainable and Responsible Tourism’ network currently includes more than 360 accommodation establishments and 25 tourism routes in 14 African countries: Cape Verde, Cameroon, Equatorial Guinea, Ethiopia, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Morocco, Mozambique, Namibia, São Tomé and Príncipe, Senegal and Tanzania. The initiative has recently been extended to include an initial group of Latin American countries.

Full information is available online at:

http://www.turismo-solidario.es/africa/inicio.do;jsessionid=D2DF77A063ADF14DB2F4FDFF36E1BBE0