28 gennaio 2011

FAVOLA AFRICANA DELLA SETTIMANA: Prova d'amore

C'era una volta un re che aveva una figlia ammirata da tutti per la sua bellezza e bontà.
Molti venivano a offrirle gioielli, stoffe preziose, noci di kola, sperando d'averla come sposa. Ma la giovane non sapeva decidersi.
- A chi mi concederai? - chiese a suo padre.
- Non so - disse il padre - Lascio scegliere a te: sono sicuro che tu, giudiziosa come sei, farai la scelta migliore.
- Facciamo così - propose la giovane - Tu fai sapere che sono stata morsa da un serpente velenoso e sono morta. I membri della famiglia reale prenderanno il lutto. Suoneranno i tam-tam dei funerali e cominceranno le danze funebri. Vedremo cosa succederà.

Il re, sorpreso e un po' controvoglia, accettò.
La triste notizia si diffuse come un fulmine. Nei villaggi fu un gran parlare sommesso, spari di fucile rintronavano in segno di dolore, mentre le donne anziane, alla porta della stanza mortuaria, sgranavano le loro tristi melopee. Ed ecco arrivare anche i pretendenti della principessa. Si presentarono al re e pretesero la restituzione dei beni donati.
- Giacché tua figlia è morta, rendimi i miei gioielli, le stoffe preziose, le noci di kola.
Il re accontentò tutti, nauseato da un simile comportamento. Capì allora quanto sua figlia fosse prudente.
Per ultimo si presentò un giovanotto, povero, come appariva dagli abiti dimessi che indossava.

Con le lacrime agli occhi egli disse:
- O re, ho sentito la dolorosa notizia e non so come rassegnarmi. Porto queste stoffe per colei che tanto amavo segretamente. Non mi ritenevo degno di lei. Desidero che anche nella tomba lei sia sempre la più bella di tutte. Metti accanto a lei anche queste noci di kola perché le diano forza nel grande viaggio.

Il re fu commosso fino al profondo del cuore. Si presentò alla folla, fece tacere ogni clamore e annunciò a gran voce:
- Vi do una grande notizia: mia figlia non è morta. Ha voluto mettere alla prova l'amore dei suoi pretendenti. Ora so chi ama davvero e profondamente mia figlia. E' questo giovane! E' povero ma sincero.
Dopo qualche tempo si celebrarono le nozze con la più bella festa mai vista a memoria d'uomo.
I vecchi pretendenti non c'erano e non si fecero più vedere.

Fonte: Lefiabe.com

26 gennaio 2011

KENYA: Dare una vita ai ragazzi sordi

Da una certa distanza, una piccola folla di studenti si accalca attorno a un campo di pallavolo: sostengono la propria squadra, la incitano ad ottenere nuovamente il gioco: sorprendentemente avvicinandosi, non si odono grida ma solo il regolare battere di mani, mentre l’emozione pervade i loro volti.
Benvenuti a Wajir, scuola per sordi situata nel Kenya nord-orientale, una rara iniziativa che si rivolge ad una categoria, qui, dimenticata. Nata nel 1995 come sezione distaccata della scuola elementare di Wajir, oggi accoglie 108 studenti contro i 6 della prima classe. La scuola garantisce un ambiente adeguato all’apprendimento e alla socializzazione tra ragazzi sordi. Inoltre, fornisce loro elementi base per divenire adulti indipendenti  e in grado di avere il controllo delle proprie vite.
“Se viene data loro la possibilità, i bambini sordi mostrano un enorme potenziale. Non dobbiamo precludere loro qualsiasi opportunità a causa della loro disabilità ", osserva la signora Kheira Kassim, il dirigente scolastico, che aggiunge: “Quando si parla di crescita ed educazione dei figli assistiamo spesso alla totale assenza di coinvolgimento dei genitori. Molto spesso, i bambini vengono scaricati qui a scuola dalla stessa famiglia che smette di occuparsene”.
Il confinamento è invece l’alternativa più comune in questo paese, in mancanza di strutture che accolgano i figli disabili, ma spesso anche di fronte all’offerta di una formazione elementare gratuita, molti genitori oppongono resistenza.

La scuola, unica nel suo genere in tutta la provincia nord orientale, sopravvive grazie al sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione e di donazioni private. Spesso la struttura si ritrova senza i mezzi adeguati per soddisfare le sempre maggiori esigenze degli studenti in quanto questi ultimi non pagano il normale canone richiesto dalle scuole primarie per la ripartizione dei costi.

La maggior parte degli studenti abbandona la scuola dopo aver completato gli studi elementari a causa della mancanza di una scuola secondaria nelle vicinanze, che introduca all’istruzione superiore. Dichiara Sam Ongeri, Ministro dell’Istruzione, durante il suo discorso alla cerimonia di rilascio del KCSE (Kenya Certificate of Secondary Education): “Tutti i membri della società devono avere pari diritti di accesso all’istruzione. Attraverso un maggiore sostegno in questo settore, vedremo crescere ancora il numero dei ragazzi disabili iscritti alla scuola secondaria”.

Ma i risultati già si vedono: 420 erano nel 2009 i candidati disabili al diploma di scuola secondaria, numero che ha rivelato un aumento del 22,1% rispetto al 2008. Un risultato che non deve rimanere un episodio isolato.

Fonte: Voicesofafrica.com

24 gennaio 2011

Hip-hop: il genere musicale che fa dell’Africa un unico grande continente

Manthia Diawara è un professore malese – insegna Comparative Literature and Film alla New York University – che in occasione della prima edizione di [iREP] International Film Documentary Festival tenuta a Lagos in Nigeria, ha affermato che il genere musicale dell’hip-hop rafforzerebbe l’immagine dell’Africa come unico continente al di là di confini nazionali, governi ed etnie.

Secondo il professore “se osserviamo la hip-hop generation nigeriana possiamo vedere che al di là dell’ovvia tematica di problemi più immediatamente legati alla società cui i musicisti appartengono, la loro musica opera un tentativo di restituire un’unica immagine dell’Africa. Lo stesso accade in Senegal fino ad arrivare agli Stati Uniti: la nuova immagine dell’Africa diffusa dall’hip-hop è quella di un continente senza confini interni, che viene addirittura ovunque rinominato Afrika, con una K al posto della C”.

Fonte: voicesofafrica.africanews.com