26 gennaio 2011

KENYA: Dare una vita ai ragazzi sordi

Da una certa distanza, una piccola folla di studenti si accalca attorno a un campo di pallavolo: sostengono la propria squadra, la incitano ad ottenere nuovamente il gioco: sorprendentemente avvicinandosi, non si odono grida ma solo il regolare battere di mani, mentre l’emozione pervade i loro volti.
Benvenuti a Wajir, scuola per sordi situata nel Kenya nord-orientale, una rara iniziativa che si rivolge ad una categoria, qui, dimenticata. Nata nel 1995 come sezione distaccata della scuola elementare di Wajir, oggi accoglie 108 studenti contro i 6 della prima classe. La scuola garantisce un ambiente adeguato all’apprendimento e alla socializzazione tra ragazzi sordi. Inoltre, fornisce loro elementi base per divenire adulti indipendenti  e in grado di avere il controllo delle proprie vite.
“Se viene data loro la possibilità, i bambini sordi mostrano un enorme potenziale. Non dobbiamo precludere loro qualsiasi opportunità a causa della loro disabilità ", osserva la signora Kheira Kassim, il dirigente scolastico, che aggiunge: “Quando si parla di crescita ed educazione dei figli assistiamo spesso alla totale assenza di coinvolgimento dei genitori. Molto spesso, i bambini vengono scaricati qui a scuola dalla stessa famiglia che smette di occuparsene”.
Il confinamento è invece l’alternativa più comune in questo paese, in mancanza di strutture che accolgano i figli disabili, ma spesso anche di fronte all’offerta di una formazione elementare gratuita, molti genitori oppongono resistenza.

La scuola, unica nel suo genere in tutta la provincia nord orientale, sopravvive grazie al sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione e di donazioni private. Spesso la struttura si ritrova senza i mezzi adeguati per soddisfare le sempre maggiori esigenze degli studenti in quanto questi ultimi non pagano il normale canone richiesto dalle scuole primarie per la ripartizione dei costi.

La maggior parte degli studenti abbandona la scuola dopo aver completato gli studi elementari a causa della mancanza di una scuola secondaria nelle vicinanze, che introduca all’istruzione superiore. Dichiara Sam Ongeri, Ministro dell’Istruzione, durante il suo discorso alla cerimonia di rilascio del KCSE (Kenya Certificate of Secondary Education): “Tutti i membri della società devono avere pari diritti di accesso all’istruzione. Attraverso un maggiore sostegno in questo settore, vedremo crescere ancora il numero dei ragazzi disabili iscritti alla scuola secondaria”.

Ma i risultati già si vedono: 420 erano nel 2009 i candidati disabili al diploma di scuola secondaria, numero che ha rivelato un aumento del 22,1% rispetto al 2008. Un risultato che non deve rimanere un episodio isolato.

Fonte: Voicesofafrica.com